Mossi da forte curiosità per le Alpi Apuane, anche per il sangue carrarino che scorre dentro uno di noi due, abbiamo deciso, insieme a due amici, di programmare ed avventurarci in un’escursione su questa catena montuosa. E così, organizzati ed entusiasti, ci siamo diretti verso il Monte Sagro.

Dal Sagro al mare di Marina di Carrara
Dal Sagro al mare di Marina di Carrara

La montagna che sovrasta Carrara

Perché non iniziare proprio dalla “montagna dei carrarini” per eccellenza?! Il Monte Sagro, con i suoi 1753 metri di altezza, è una delle vette più alte e panoramiche delle Alpi Apuane. Costituito principalmente da pregiatissimo marmo bianco, svetta su tutta la zona, e domina dall’alto Carrara e le zone limitrofe.

Il nome stesso identifica un’antica area sacra per le popolazioni Liguri, collegata visivamente al Monte Beigua, altra montagna sacra posta quasi al centro dell’arco ligure. Insieme con il Monte Bego, al confine tra Italia e Francia, il Beigua e il Sagro erano i principali santuari della Liguria preistorica.

Il Sagro è un monte solitario rispetto al resto della catena, e porta con sé, indelebili, i segni dell’escavazione “forsennata” dell’uomo. Nel Decreto del 25 marzo 2005 del Ministero dell’Ambiente, è stato addirittura indicato come sito di interesse comunitario.

Campocecina, il parco con vista mare

Prima di lasciare l’auto, facciamo una breve sosta nel Piazzale dell’Uccelliera, una terrazza panoramica che offre una splendida vista sulle cave di marmo fino al mare di Marina di Carrara. Il piazzale si trova sul bivio che a destra porta alle pendici del Monte Sagro, e a sinistra conduce a Campocecina, il nostro punto di partenza.

Lasciamo la macchina nel parcheggio del Ristorante Belvedere, e da lì seguiamo le indicazione per il Rifugio CAI Carrara, seguendo la mulattiera che inizia a salire nel bosco.

Prati di CampocecinaDopo 10 minuti di cammino dal rifugio, arriviamo ai Prati di Campocecina, un enorme tappeto di morbida e bassa erba circondato dal bosco: il luogo è già abbastanza affollato, a dimostrazione che questa è una meta ideale e molto conosciuta, per un pic-nic domenicale all’aria aperta. Da qui entriamo nella faggeta, ed iniziamo l’escursione vera e propria.

A sinistra la montagna, a destra il mare

Il sentiero nel bosco è facile da percorrere, ed in questo periodo dell’anno offre dei bellissimi contrasti di colori tra il marrone-rosso del fogliame a terra, il bianco del tronco dei faggi e il verde delle foglie da poco sbocciate sugli alberi. Proseguiamo sempre dritto, oltrepassando il bivio che, a destra, porta al Monte Borla.

Dopo una mezz’ora circa di cammino nel bosco, il sentiero si affaccia su una cava di marmo (Cava Vittoria), che con il suo colore bianco, quasi fosse neve, risalta sulla montagna alle sue spalle; vediamo anche molti macchinari dentro le cave, prova che l’estrazione del marmo in questa zona è ancora molto attiva.

Una volta aggirato il Monte Borla, che rimane sempre sulla nostra destra, arriviamo alla Foce di Pianza, nelle cui vicinanze si trova anche un parcheggio, ideale per lasciare l’auto ed iniziare la salita al Sagro. Ci immettiamo sul sentiero CAI 172, che costeggia Cava Crespina, e successivamente inizia a salire per il pendio della montagna, regalandoci un panorama che varia dalle cave al mare; da qui inizia a farsi vedere la tipica vegetazione da alta montagna, con la brughiera color pagliericcio spostata dal vento, e piccoli arbusti sparsi qua e là.

Una cima ricca di informazioni

Proseguiamo il cammino fino ad un bivio, ed è possibile arrivare sulla vetta del Sagro seguendo entrambi i percorsi: a destra il sentiero di cresta, molto impegnativo, che oltrepassa il Monte Spallone e conduce al Sagro; noi scegliamo però di andare a sinistra, e seguendo i segnavia di colore blu, iniziamo a salire verso la vetta, in un’ambientazione che si è fatta quasi spettrale “grazie” alle nuvole che circondano il monte.

Pizzo d'Uccello dalla vetta del Sagro
Pizzo d’Uccello dalla vetta del Sagro

Arrivati sulla vetta purtroppo, riusciamo a intravedere il panorama circostante a tratti, sempre per la nuvola birichina che ci avvolge. Piantata sulla cima c’è una croce e una rosa dei venti in marmo bianco di Carrara, che abbiamo apprezzato particolarmente poiché indica le vette ed i paesi che si intravedono da quassù. Sulla vetta c’è abbastanza spazio per muoversi in sicurezza, ma prestando sempre attenzione alle sporgenze.

Una piccola curiosità: ogni ultima domenica di agosto viene celebrata sulla vetta del monte una santa messa, a cui partecipano molte persone nonostante la location fuori dal comune.

Un insolito tour tra le cave

Monte BorlaPer la discesa decidiamo di passare per il crinale, su cui si sviluppa un percorso in ripida discesa e molto più arduo del precedente, ma la vista delle cave dall’alto, e soprattutto così vicine, ci ripaga ampiamente della fatica e dell’attenzione necessarie per scendere.

Una volta scesi dentro Cava Vittoria ed aver scattato qualche foto, per tornare alla macchina passiamo dalla Foce di Pianza e seguiamo la Strada Provinciale 59, inizialmente sterrata (la strada è completamente ricoperta da polvere di marmo), verso il Piazzale dell’Uccelliera, e quindi all’auto.

Beh, il nostro istinto ci ha sicuramente premiati, perché le Alpi Apuane, con le vette appuntite e la bassa vegetazione mischiata al bianco del marmo, sono un vero spettacolo. Senza’altro in futuro, approfitteremo di una giornata senza nuvole, per tornare e godere a pieno del panorama.

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